Novembre 1932: Joseph Goebbels e Walter Ulbricht organizzano uno sciopero comune insurrezionale dei trasporti a Berlino, diretto contro il «socialfascismo» al potere (i socialdemocratici definiti «nemico principale» dal compagno Stalin).
Settembre 2026: l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) e l’Alternativa per la Germania (AfD) fanno causa comune per liberarsi della democrazia cristiana che governa la Sassonia-Anhalt, il Land più diseredato della Germania riunificata.
Ulrich Siegmund sarebbe un Joseph Goebbels post-moderno, e Sahra Wagenknecht una Walter Ulbricht del XXI secolo?
Domande e parallelismi storici all’indomani dello scrutinio di domenica 6 settembre, in cui gli elettori della Sassonia-Anhalt hanno rinnovato il parlamento del Land.
Introduzione
Il rimodellamento in corso del panorama politico tedesco, particolarmente esacerbato nelle regioni orientali come la Sassonia-Anhalt in vista delle scadenze di settembre 2026, riattiva una chiave di lettura storica specifica: quella della Querfront (il fronte trasversale). Questo concetto rimanda alla convergenza tattica, nel novembre 1932, tra il Partito Comunista (KPD) e il Partito Nazionalsocialista (NSDAP) durante lo sciopero selvaggio dei trasporti (BVG), che mirava a paralizzare la Repubblica di Weimar nella sua capitale, allora quarta metropoli più popolosa al mondo e roccaforte industriale di una classe operaia numerosa, forte e diversificata.
Oggi, il frequente allineamento dei voti al Landtag di Magdeburgo tra l’Alternativa per la Germania (AfD) e la Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) ravviva questo ricordo storico: quello di un’alleanza degli estremi contro i partiti tradizionali del centro.

1932: Lo sciopero della BVG o il cinismo assoluto degli estremi
Nel novembre 1932, la Repubblica di Weimar viveva le sue ultime settimane di esistenza in un clima di guerra civile latente e di crisi economica totale. È in questo contesto esplosivo che scoppia, dal 3 al 7 novembre, uno sciopero selvaggio dei dipendenti della Berliner Verkehrsgesellschaft (BVG), la compagnia dei trasporti pubblici di Berlino.
Ufficialmente, il movimento protesta contro un taglio salariale. Ufficiosamente, la posta in gioco è altamente politica. Il movimento è codiretto dalla Revolutionäre Gewerkschafts-Opposition (RGO) (il sindacato del KPD diretto da Walter Ulbricht) e dalla Nationalsozialistische Betriebszellenorganisation (NSBO) (il ramo operaio del NSDAP guidato da Joseph Goebbels).
Per quattro giorni, comunisti e nazisti bloccano insieme le strade di Berlino, raccolgono fondi nelle stesse cassette e aggrediscono i crumiri. L’obiettivo comune non è migliorare la sorte degli operai, ma paralizzare lo Stato, screditare il sindacalismo socialdemocratico repubblicano (ADGB) e rovesciare il governo di Franz von Papen. L’alleanza è puramente tattica, alimentata da un odio comune per la democrazia liberale. Il seguito della storia dimostrerà il tragico accecamento del KPD, convinto che lo slogan «Dopo Hitler, sarà il nostro turno» si sarebbe avverato: già nel febbraio 1933, i comunisti saranno i primi internati nei campi di concentramento nazisti.
2026: Il laboratorio della Sassonia-Anhalt o la convergenza parlamentare
Quasi un secolo dopo, la Sassonia-Anhalt è diventata lo specchio delle nuove fratture politiche tedesche. Nelle elezioni regionali del 6 settembre 2026, il blocco governativo guidato da Sven Schulze (CDU) è stato colpito da una doppia spinta populista. L’AfD, guidata da Ulrich Siegmund, ha vinto con il 43,8 % dei voti — un risultato inedito per un partito classificato come estrema destra in un’elezione regionale sotto la Repubblica federale —, mentre la BSW, con il 5,3 % dei voti, ha superato per un soffio la soglia del 5 % che le permette di entrare nel Landtag.
Simbolo di questa débâcle, lo stesso Sven Schulze ha perso il proprio seggio diretto nel collegio di Magdeburgo III, superato dal candidato dell’AfD Christian Mertens (35,2 % contro 31,7 %). Secondo i risultati provvisori comunicati durante la notte dalla Landeswahlleitung ad Halle, la CDU crolla al 17,2 % dei voti (contro il 37,1 % nel 2021), davanti a SPD (9,3 %), Verdi (8,9 %) e Die Linke (8,6 %); l’FDP, con il 2,6 %, esce dal Landtag. L’affluenza, vicina all’80 %, raggiunge un livello storico per questo Land.
Al Landtag di Magdeburgo, l’interazione tra queste due forze non assume la forma di barricate comuni, ma di un allineamento di voto sistematico. La BSW e l’AfD si uniscono regolarmente su temi chiave:
• Politica estera: Voto congiunto di risoluzioni che chiedono la fine degli aiuti militari all’Ucraina e il ripristino dei canali energetici con la Russia.
• Società: Voto identico per chiedere conto della gestione passata della crisi del Covid-19 o per bloccare il finanziamento dei media pubblici (MDR/ARD).
• Immigrazione: Forte convergenza retorica a favore di un tetto drastico al diritto d’asilo e dell’uso di carte di pagamento per i rifugiati, al posto di versamenti in contanti, per impedire loro di inviare denaro al paese d’origine.
Paralleli e divergenze in cifre
• Obiettivo finale e rapporto con il sistema:
◦ 1932 (KPD-NSDAP): Un percorso rivoluzionario e sovversivo volto al rovesciamento violento delle istituzioni della Repubblica di Weimar e all’instaurazione di un regime dittatoriale.
◦ 2026 (AfD-BSW): Una strategia istituzionale e sistemica incentrata sulla captazione del malcontento elettorale. L’Alternativa per la Germania (AfD) ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt con il 43,8 % dei voti — un risultato inedito per un partito classificato come estrema destra in un’elezione regionale tedesca —, senza tuttavia raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi (42 su 83 richiesti).[1]
• Modalità e metodi d’azione:
◦ 1932 (KPD-NSDAP): Un ricorso all’azione illegale, violenta e paramilitare, caratterizzato da dinamiche di sabotaggio e scontri armati diretti con le forze dell’ordine.
◦ 2026 (AfD-BSW): Un’azione strettamente legale, parlamentare e pacifica, basata sui meccanismi del diritto di voto. La Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW) ha superato per un soffio la fatidica soglia del 5 % richiesta per ottenere seggi, con il 5,3 % dei voti — confermando che l’accesso del partito al Landtag era appeso a un filo.[2],[3]
• Matrice ideologica:
◦ 1932 (KPD-NSDAP): Un antagonismo dottrinale assoluto che opponeva l’ortodossia marxista-leninista del KPD al nazionalsocialismo razzista e antisemita del NSDAP.
◦ 2026 (AfD-BSW): Una convergenza propria del populismo trasversale (teoria del ferro di cavallo). Questa sinergia ha captato il voto di protesta contro la vecchia coalizione governativa: la CDU è crollata al 17,2 % (contro il 37,1 % nel 2021, ossia più della metà del proprio elettorato perso), l’SPD e i Verdi si mantengono per un soffio a una cifra (rispettivamente 9,3 % e 8,9 %), e l’FDP, con il 2,6 %, esce dal Landtag.[4],[5],[6]
• Natura dell’interazione politica:
◦ 1932 (KPD-NSDAP): Una collaborazione operativa e fisica diretta sul terreno, che concretizza il modello storico di una Querfront assunta.
◦ 2026 (AfD-BSW): Un’alleanza oggettiva il cui cordone sanitario (Brandmauer) è stato formalmente riaffermato non appena annunciati i risultati dalla segretaria generale della CDU, Franziska Hoppermann, per la quale ogni cooperazione con l’AfD resta «esclusa». La questione di un’astensione tattica della BSW in un eventuale terzo turno dell’elezione del Ministro-presidente — che permetterebbe meccanicamente all’AfD di guidare il Land senza coalizione formale — non è più ipotetica: l’AfD rivendica ormai un mandato a governare nonostante l’assenza di maggioranza assoluta, e il suo leader Ulrich Siegmund ha evocato la prospettiva di nuove elezioni in caso di fallimento nella formazione di un governo, che secondo lui avvantaggerebbero ulteriormente il suo partito.
Gli insegnamenti della teoria del ferro di cavallo (Hufeisentheorie)
Il caso contemporaneo illustra la pertinenza e i limiti della teoria del ferro di cavallo in scienza politica. Questa tesi postula che gli estremi politici finiscano per ricongiungersi alle proprie estremità.
Nel 1932, il KPD e il NSDAP si ritrovavano nel loro rifiuto viscerale del pluralismo democratico e del capitalismo. Nel 2026, l’AfD e la BSW convalidano questa curva condividendo uno stesso elettorato di protesta anti-élite, un forte risentimento antiliberale e una nostalgia economica e diplomatica verso il blocco socialista dell’Est.
Tuttavia, il paragone si ferma dove inizia il rispetto della Legge fondamentale. Mentre la collusione del 1932 mirava deliberatamente al caos per seppellire la democrazia, la BSW di Sahra Wagenknecht cerca soprattutto di integrarsi nelle coalizioni di governo per imporvi le proprie condizioni, in particolare di fronte a una CDU destabilizzata e a un elettorato in piena incertezza sulla leadership nazionale di Friedrich Merz.
Conclusione prospettica
La Sassonia-Anhalt del 2026 non è la Berlino del 1932: la BSW e l’AfD non intendono rovesciare la Legge fondamentale con le armi, ma strumentalizzare le regole del gioco democratico per imporre un’agenda sovranista e conservatrice. Il precedente del 1932 ricorda tuttavia alle democrazie occidentali che gli estremi non hanno bisogno di apprezzarsi per paralizzare le istituzioni: basta loro individuare un nemico comune al centro della scacchiera politica, come conferma, a Magdeburgo, la capacità del blocco AfD-BSW di saturare il dibattito pubblico e bloccare i meccanismi istituzionali tradizionali.
All’indomani dello scrutinio, si delineano tre dinamiche — già in atto più che semplicemente prospettiche — per la stabilità politica della Repubblica federale:
1. La paralisi da minoranza di blocco: L’ottenimento da parte del blocco AfD-BSW di una minoranza critica al Landtag potrebbe paralizzare le nomine costituzionali e di bilancio, costringendo la CDU e l’SPD a concessioni programmatiche rilevanti, in particolare sui fronti migratorio ed energetico.
2. L’erosione definitiva del cordone sanitario (Brandmauer): Sotto la pressione di un elettorato di protesta crescente, l’obbligo per la BSW di schierarsi nelle votazioni per l’elezione del Ministro-presidente regionale potrebbe infrangere il tabù dell’astensione tattica, legittimando di fatto l’accesso dell’AfD a responsabilità esecutive.
3. L’onda d’urto federale: Un crollo dei partiti di governo tradizionali a Est, unito a una polarizzazione crescente attorno alle questioni di sicurezza e ai rapporti con la Russia, presenta il rischio di accelerare la crisi di leadership a Berlino, indebolendo la posizione della Germania in seno alle istanze europee e multilaterali.
Questo terzo scenario si è verificato immediatamente: la sconfitta della CDU è stata imputata direttamente al cancelliere Friedrich Merz, mentre all’estero l’imprenditore Elon Musk e il leader della Lega Matteo Salvini hanno salutato la vittoria dell’AfD — con Musk che ha persino proposto una cooperazione a cui Ulrich Siegmund ha risposto favorevolmente. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove sono previste elezioni regionali due settimane dopo, la ministra-presidente socialdemocratica Manuela Schwesig ha avvertito che, per la prima volta nella storia della Repubblica federale, un partito classificato come estrema destra aveva appena vinto chiaramente un’elezione regionale.
Il welfare al centro della discordia dottrinale
Se l’AfD e la BSW convergono sul terreno del conservatorismo sociale, dell’immigrazione e della politica estera (Russia/Ucraina), le loro matrici economiche rivelano un’opposizione di natura dottrinale fondamentale quanto al ruolo dello Stato e alla redistribuzione.
1. La BSW: Un dirigismo statale di ispirazione socialista e protezionista
Il programma economico della Bündnis Sahra Wagenknecht si iscrive nella continuità della sinistra antiliberale, riadattata a un sovranismo industriale:
• Interventismo e redistribuzione: La BSW propugna un rafforzamento massiccio del welfare, finanziato da una fiscalità più elevata su grandi patrimoni, redditi alti e superprofitti delle multinazionali.
• Regolazione del mercato: Il partito esige il tetto ai prezzi dell’energia e degli affitti, oltre a un aumento significativo del salario minimo legale a 15 euro l’ora.
• Sovranismo industriale: La BSW si batte per la protezione dell’industria tedesca di fronte alla globalizzazione tramite misure protezionistiche, chiedendo al contempo la fine della transizione ecologica pianificata («Green Deal»), che giudica distruttiva per i posti di lavoro operai.
2. L’AfD: Un grande divario tra neoliberismo d’origine e populismo sociale a Est
La linea economica dell’AfD è storicamente più complessa, divisa tra la sua fondazione neoliberale dell’Europa occidentale e la sua base elettorale operaia a Est:
• Deregolamentazione e riduzione delle tasse: Il programma ufficiale dell’AfD resta profondamente ancorato a una logica di riduzione del ruolo dello Stato. Il partito chiede l’abolizione dell’imposta sul patrimonio, dell’imposta di successione e un drastico taglio delle tasse sulle imprese.
• Il «populismo sociale» dell’Est: In Sassonia-Anhalt, sotto la spinta dell’ala nazional-populista, l’AfD ammorbidisce il proprio discorso su pensioni e aiuti sociali per sedurre le classi popolari. Tuttavia, condiziona rigorosamente il welfare ai soli cittadini tedeschi («sciovinismo sociale» o preferenza nazionale).
• Flessibilità del lavoro: A differenza della BSW, l’AfD si oppone tradizionalmente a regolamentazioni troppo rigide del mercato del lavoro, al rafforzamento dei sindacati e agli aumenti bruschi del salario minimo imposti dallo Stato.
Sintesi dei punti di rottura economici
• Finanziamento dei servizi pubblici: La BSW vuole tassare i ricchi; l’AfD vuole ridurre la spesa dello Stato (in particolare gli aiuti internazionali, i budget di integrazione dei rifugiati e i sussidi climatici).
• Filosofia del mercato: La BSW diffida del capitalismo e cerca di frenarlo; l’AfD difende gli imprenditori e le piccole e medie imprese (Mittelstand) contro la burocrazia statale.
[1]ZDF, risultato provvisorio della Landtagswahl del 6 settembre 2026 in Sassonia-Anhalt: zdfheute.de
[2]t-online, risultati e ripartizione dei seggi della Landtagswahl 2026 in Sassonia-Anhalt: t-online.de
[3]ZDF, liveblog dei risultati della Landtagswahl in Sassonia-Anhalt, 6-7 settembre 2026: zdfheute.de
[4]ZDF, risultato provvisorio della Landtagswahl in Sassonia-Anhalt (CDU, SPD, Verdi, Die Linke): zdfheute.de
[5]t-online, risultati e ripartizione dei seggi della Landtagswahl 2026 in Sassonia-Anhalt: t-online.de
[6]Wikipedia (DE), Landtagswahl in Sachsen-Anhalt 2026: de.wikipedia.org




